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 La Valle dell'Eco Forum Attivo

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AutoreMessaggio
La Valle dell'Eco
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Femmina Numero di messaggi : 2
Età : 37
Reputazione : 0
Data d'iscrizione : 15.07.10

MessaggioTitolo: La Valle dell'Eco Forum Attivo   Gio 15 Lug 2010, 18:24

L'idea di questo piccolo spazio virtuale, nasce dalla mia
vita. Come
molti di voi sapranno, Eco era una Ninfa condannata a
ripetere in
eterno le ultime parole pronunciate da altri. Eco si
innamora
perdutamente di Narciso, che altri non poteva avare se non
se stesso.
Invano Eco tenta di dichiarargli i suoi sentimento e di
salvarlo
dall'inganno dello stagno, in cui Narciso amoreggiava con la
sua
immagine riflessa. Egli morirà nel tentativo vano di abbracciare
se
stesso in uno specchio d'acqua, senza riconoscerso mai. Lei vivrà
inascoltata
perchè in eterno privata di parole proprie. Ebbene, io fui
Eco e
amai Narciso, almeno a suo dire... se questa può essere
considerata
una garanzia.
Le valenze evocative di questo mito sono pressochè
infinite. Questo è il maggior pregio del mito, della fiaba e di ciò che
parla per immagini. Molti come me avranno cercato in altri specchi, ed
altri cadranno morti per questo in un abbraccio che non può stringere a
sè nulla. L'amore è fantasia d'oggetto, ed in ciò sta il suo potere
liberatorio, ma è anche legame essenziale con l'oggetto. Un amore che
non riesce a vederlo è sterile e non può generare cambiamenti. L'amore
unendo deve riconosacere e distinguere, e ciò non è sempre semplice.
Pochi sanno rinunciare alle lusinghe del proprio mondo fantastico,
giocandone il bello per arricchire la vita tenendo ferma l'irriducibile
profondità di quest'ultima. Soltanto la vita è infinitamente profonda
perchè essa è lo spazio terzo in cui ci incontriamo tutti, con il nostro
bagaglio di fantasie alle interno del vincolo reciproco, meglio noto
come realtà. Per poter dispiegare sogni veramente liberi, sentimentio
ricchi e vivere un tempo pieno occorre accettare di esercitare la
propria fantasia all'interno di un limite che ne ridireziona la corsa
dal dilagare orrizzontale, alla non linearità aperta e potenziale si
diroge nel profondo. Niente quadra, ma tutto è semplice con la giusta
dose di saggezza. Io almeno la chiamo così, senza intendere con questo
termine alcunchè di razionale, ma piuttosto il frutto di una
disponibilità emotiva.
Vita e amore. Parlo di cose grosse. Del resto
vi fu un tempo, molti anni fa in cui mi riempivo la bocca di bocconi che
non potevo ingoiare. Vorace sono sempre rimasta, ma ho appreso il
segreto di gustare, preparare buoni piatti e consumarli assieme ad
altri.
Questo meschino episodio di vita da me teatralizzato si muta
in valle attraverso un persorso solitario di sofferenza profonda. Questo
percorso si chiama dimenticare infondo, ma dimenticare senza accettare
la semplificazione di fare un torto a ciò che è stato. Accade che i più
rinnegano in se l'amore nel momento in cui lo ritraggono per disfarsi
prima dell'oggetto e dell'investimento, o ancora lo negano nel medesimo
modo non riuscendo a gestire la compresenza in se del bene ricevuto
prima e della pugnalata ricevuta poi nell sostanza della medresima mano.
Questa efficacie strategia di sopravvivenza mi è estranea, e di questa
estraneità non so dire le ragioni. Certamente a causa delle mie carenze
umane ho dovuto imparare a tollerare il conflitto e a viverne, e molto
prima imparai l'ineluttabile realtà del non senso della perdita. La
perdita non ha senso cosiccome l'illusione che l'amore alimenta per
arginarla e consentire a ciascuno di noi che sia pensabile e possibile
condividere e costruire. Ora so entrambe le cose. Ho restituito i regali
ricevuti ma non le cose imparate, a differenza di chi me ne fece dono.
Questo è tentare di dimenticare, cioè poter vivere nuovamente rendendo
giustizia a chi prima di toglierci con furia ci ha dato. Questo è
cercare di ospitare in se le ragioni di tutti e quindi il conflitto. Del
resto, conflitti ne ho sempre ospitati ed imparare a vivere, cosa che
per quello che è il mio percorso significa imparare ad amare, significa
questo. Non illudetevi mai di salvarvi da questo con una scelta
d'oggetto. Ma sappiate anche che tutto questo non dovete capirlo ma
sentirlo.
La valle è il luogo in cui risuonano le ultime parole di
Narciso, che sono però parole di Eco. Eco è condannata a ripeterle ma lo
fa per bocca sia, ed è soltanto Narciso a non riconosacervi che le
proprie.
Vorrei che questo fosse un luogo dove incontrarsi e
confrontarsi, anche attraverso le nostre fantasie. Del resto è
inevitabile che ciò accada, perchè questo è essenzialmente uno spazio di
illusione ma essa è talvolta il Ponte di Cristallo che unisce i Nostri
Mondi ( insieme Consci e Emersi ed Inconsci e Sommersi). Il Mare che li
divide è tutto ciò che ci differenzia dagli altri, o meglio, ciò che si
innesta su tale differenza: difese, sovrastrutture,proiezioni,
idealizzazioni, ecc. L'illusione stessa può divenire mare se non oceano
se non si affina l'arte della distinzione. Vorre che qui tutti
accettassimo di essere noi stessi attraverso il gioco e la fantasia, che
soli possono aggirare tante barriere. Infondo siamo tutti protetti da
schermi, esattamente come nella vita dai nostri filtri. Quelli di ogni
giorno possono essere abbandonati. Vorrei che tutto ciò aiutasse
ciascuno a dare frutti nella propria vita di carne e sangue, e non
invece lo incarcerasse in un mondo d'etere.
Ecco come attraverso
scosse telluriche di imponente magnitudo, tra le lande della mia vita si
apri una spaccatura meglio nota come Valle Dell' Eco. Inizialmemnte non
vi feci entrare nessuno, poi la aprii a chiunque. Ora è un paese che
tenta di autodeterminarsi e che prova ad aprirsi soltanto ai viandanti
rispettosi. Dico prova, perchè non ho mai saputo schierarmi e
determinare cosa è male e cosa è bene, ne tantomeno ho mai pensato di
dare valore a me stessa o di poter meritare. Ma su questi ed altri
problemi di governo, lascerei cadere il silenzio.


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