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 interpretazione interessante...

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POZZO
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MessaggioTitolo: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:26

Un fatto da tenere presente parlando della Genesi é l'attribuzione a Mosé della paternità della Torah, i primi 5 libri della Bibbia di cui fa parte la Genesi. Questo significa che sicuramente Mosé non poteva sapere i "fatti" risalenti ad Adamo ed Eva, 46.000 anni prima secondo la tradizione ebraica, o le leggende della protostoria sumera, a meno che Geova stesso non lo avesse istruito, nei quaranta giorni sul monte Sinai, ed effettivamente Mosé venne istruito dettagliatamente sul come costruire l'Arca dell'Alleanza (o della Testimonianza), l'Altare, la Tenda di adunanza (il Tabernacolo), i paramenti sacri... D'altra parte, alcune istruzioni o informazioni che Geova potrebbe aver dato a Mosé erano certamente molto più complesse di quelle che il pensiero e la lingua ebraica del tempo potesse capire ed esprimere, così la longevità dei patriarchi, che potrebbe essere oggi ricondotta ad esperimenti genetici alieni, come accade su grande scala nell'isola caraibica di Portorico, sono invece ancora visti come eventi miracolosi o simbolici, e la rapida o drammatica "normalizzazione" della longevità dei patriarchi dopo il diluvio potrebbe rappresentare la nascita di una nuova umanità dopo il diluvio.

La Vita, essendo un elemento molto comune nell'Universo, nella miriade delle sue diverse forme, é necessariamente anche molto semplice da modificare ed adattare, da parte di qualche forma di vita "superiore" verso qualcuna "inferiore", come daltronde fa l'uomo con l'ingegneria genetica; ma mentre l'uomo è disposto ad accettare, per esempio, una specie "artificiale" di pomodori che non marciscono, quale prodotto tecnologico dell'ingegneria genetica, lo è molto meno nell'accettare di clonare o modificare sé stesso, nell'ipocrita superbia di pensare di essere molto diverso da un pomodoro, di essere "unico e irripetibile" e addirittura "fornito di anima"! Così si è oggi formato un movimento reazionario, avallato dalla Chiesa, che in nome dell'etica suddetta si oppone a queste tecnologie: purtroppo per loro, saranno spazzati via dalle prossime generazioni, che ne vedrà i vantaggi...

Torniamo alla Bibbia, e a tale proposito cito uno studioso ebraico, Dott. Zecharia Sitchin che afferma di aver trovato notizie, in antiche tavolette sumere, di un pianeta del sistema solare, Nibiru, ribattezzato "Marduk" dai Babilonesi, il dodicesimo pianeta, ancora sconosciuto agli astronomi (Plutone fu scoperto a metà di questo secolo e molto più recentemente è stato scoperto Caronte, una sua luna), la cui orbita si avvicina a quella della Terra ogni 3600 anni (uno Shar), e durante uno di questi avvicinamenti, nell'epoca sumera, una moltitudine di duecento "angeli" , chiamati "Anunnachi" fu visto sciamare verso la Terra. Forse da loro deriva la classe dei giganti, di cui parla anche la Bibbia, che li chiama Anachim, i discendenti di Anak, e che erano avversari del Dio d'Israele. Infatti, nella Bibbia, gli ebrei non conquistarono mai le città dove vi erano i discendenti di Anak, quali Ebron, Asdod e Gat, ma fecero infine con esse dei trattati di pace. Lo stesso Golia, che fu abbattuto dal giovane Davide, era residente di Gat. Zecharia arriva a sostenere che da eventi come questo (l'avvicinamento di questo misterioso pianeta gigante e lo sciamare di questi "angeli" sulla Terra) il corso dell'evoluzione umana é stata fortemente modificata. Zecharia ipotizza che in una precedente orbita Nibiru avesse distrutto Tiamat (il pianetino frantumato nella fascia degli asteroidi), e che alcune lune di Giove, Urano, Nettuno siano in realtà frammenti di questo pianeta (e l'Autore aggiungerebbe pure Phobos e Deimos, lune di Marte, che hanno dimensioni e consistenza asteroidale piuttosto che planetaria e che sembra siano destinati a cadere sul pianeta, per la loro orbita instabile attorno a Marte).
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POZZO
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:27

Il giardino dell'Eden:

"E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra." [GEN 1:26].

Notate il plurale (maiestatis?) di "nostra immagine e somiglianza", e l'affermazione di aver dato la superiorità, anzi il dominio all'uomo rispetto agli altri animali.

"E Dio creava l'uomo a sua immagine, lo creò ad immagine di Dio; li creò maschio e femmina" [GEN 1:27].

Notate il rinforzo "ad immagine di Dio" e "maschio e femmina"; associate "Dio" e "maschio e femmina".

"Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che é su tutta la terra e ogni albero in cui é il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali é alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde."

Questo passo fa perdere consistenza all'episodio di Caino e Abele; poiché Dio aveva destinato l'erba verde agli animali e i frutti degli alberi agli uomini, Abele non aveva motivo di pascolare greggi dato che gli uomini non mangiavano carne. Abele pascolava il gregge solo per il latte? Solo per la lana o le pelli? Poco probabile.

[E Geova Dio formava l'uomo dalla polvere della terra e gli soffiava nelle narici l'alito della vita, e l'uomo divenne un'anima vivente. Inoltre, Geova Dio piantò un giardino in Eden, verso Oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Così Geova Dio fece crescere dalla Terra ogni albero desiderabile buono a vedersi e buono da cibo e anche l'albero della vita nel mezzo del giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male]. [GEN 2:7,9].

La formazione dell'uomo da materiali, sembra, inizialmente inanimati, e l'Eden, appositamente creato per farvi crescere il primo uomo Adamo, é chiaramente l'esperimento primitivo dal quale le entità sconosciute sono partite; e nel giardino dell'Eden vi erano pure l'albero della vita e quello della conoscenza del bene e del male. O, in alternativa, potrebbe essere il ricordo di una prima era, un primo ciclo dell'umanità, "l'Età dell'Oro"..

[E Geova Dio diede all'uomo anche questo comando: D'ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai positivamente morrai] [GEN 2:16,17].

Come mai questo albero, se di albero veramente si trattava, così pericoloso per l'uomo, fu messo in bella mostra da Geova stesso nel giardino dell'Eden?

Se volessimo dar credito al Chilam Balam maya sull'episodio della creazione di esseri troppo perfetti, cioè una civiltà progredita che aveva inventato il computer e la televisione, esseri che "sapevano tutto" e "vedevano tutto senza doversi spostare", diremmo che l'albero della conoscenza del bene e del male potrebbe essere la "conoscenza" della bomba atomica! Ma cosa poteva essere allora l'albero della vita, di cui Geova privò i primi due uomini? Era forse il laboratorio dove i Creatori davano l'intelligenza e vita agli uomini?
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POZZO
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:27

La creazione della donna:

[Per cui Geova Dio fece cadere sull'uomo un profondo sonno e, mentre dormiva, prese una delle sue costole e chiuse quindi la carne sul posto d'essa. E Dio edificava la costola che aveva presa dall'uomo in una donna e la conduceva all'uomo] [GEN 2:21,22].

Notate "profondo sonno", "togliere la costola", "richiudere la carne", che si riferiscono a qualche operazione di tipo chirurgico. Segue poi un esempio lampante e raffinato di ingegneria genetica. Mentre per Adamo Geova era ricorso, sembra, a materiale inerte al quale insufflare lo spirito della vita, con Eva non fu più necessario insufflare la vita a materiale inerte, in quanto il processo iniziato con Adamo forniva già materiale biologico funzionante, alimentato dai frutti del giardino dell'Eden. Ed Eva fu fatta donna, poiché Geova Dio aveva la capacità non solo di ricopiare Adamo, ma anche quella di modificare i geni del materiale originale, creando modelli diversi e più avanzati.

E proprio Eva, il prototipo derivato, commise il peccato originale:

[Ella prendeva dunque del suo frutto e lo mangiava. Ne diede poi a suo marito quando fu con lui ed egli lo mangiava. Quindi gli occhi di entrambi si aprirono e comprendevano di essere nudi. Per cui cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture per coprirsi i lombi] [GEN 3:6,7].

Quindi apparve Geova, apparentemente arrabbiato per il frutto dell'albero del bene e del male mangiato dai due. Ma forse non era troppo arrabbiato perché, prima di cacciarli via dall'Eden, permise loro di finire lo "stage"...

"L'uomo chiamo la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì."

"Il Signore Dio disse allora: Ecco l'uomo é diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!."

[E Geova Dio proseguì, dicendo: Ecco, l'uomo é divenuto simile a uno di noi conoscendo il bene e il male, e ora onde non stenda la mano ed effettivamente prenda anche il frutto dell'albero della vita e mangi e viva a tempo indefinito...] [GEN 3:20,22].

[E così cacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino d'Eden i cherubini e la fiammeggiante lama d'una spada che ruota continuamente per custodire la via all'albero della vita] [GEN 3:24].

Secondo la tesi dell'Autore tutta questa descrizione significa che Adamo, il primo uomo, non era, in origine, un uomo (poiché mancava delle capacità cognitive) bensì era un animale "contenitore" quale per esempio una ipotetica scimmia "homo abilis", morfologicamente simile all'uomo di oggi, (forse più pelosa per resistere, nudo, al freddo), ma con una intelligenza molto ridotta, al quale le entità avevano "potenziato" il cervello, per esempio favorendo in qualche modo lo sviluppo della corteccia cerebrale, che é quella parte del cervello che regola l'intelligenza del comportamento, e forse non era solo questo, anzi era stato approntato un ambiente favorevole per lo sviluppo di questo esperimento, il giardino d'Eden, e in questo giardino Geova replicò la struttura vivente di Adamo, diversificandola in Eva. Forse in realtà Adamo ed Eva rappresentano generazioni di cavie di questo esperimento. L'esperimento sembrava andare comunque bene, e si può cogliere la soddisfazione di Geova nella frase "Ecco, l'uomo é divenuto simile a uno di noi conoscendo il bene e il male...". Notate sempre il plurale, e la similitudine a lui. E Geova stesso "faceva lunghe vesti di pelle per Adamo e sua moglie e li vestiva", ad indicare anche una evoluzione fisica del corpo umano, forse meno resistente al freddo. Si potrebbe anche cogliere una preoccupazione in Geova per il frutto dell'albero del bene e del male mangiato da Adamo ed Eva, a sua insaputa, cioè sfuggito al suo controllo, ed alle conseguenze che ne sarebbero derivate. L'albero, comunque, e tutto il giardino, erano stati creati per l'uomo, ed aveva certamente una ragion d'essere, e non era invece il gusto sadico di un Dio di torturare le sue creature come la Chiesa vuole far credere.

La cacciata di Adamo potrebbe anche corrispondere alla fine di una prima era, a causa di una catastrofe che risospinse gli uomini all'età della pietra. Iniziò una nuova civiltà tra mille difficoltà, dolori e violenze. Ma gli uomini sarebbero comunque ricresciuti di nuovo e si sarebbero moltiplicati, ed avrebbero primeggiato sugli altri animali, ed avrebbero avuto una conoscenza della natura e dei suoi fenomeni più profonda di quella degli altri animali terrestri, anzi da queste conoscenze ne avrebbero tratto vantaggio... Niente peccato, quindi, niente punizione. Tutte invenzioni e mistificazioni.

Ma qual'era però il processo a loro destinato? Perché delle entità con questi poteri, veri Dei agli occhi degli antichi uomini, avrebbero fatto questo, avrebbero cioè creata una mutazione genetica in una delle specie animali di un lontano pianeta? Cosa avevano cercato di installare in quei corpi scimmieschi? Se guardiamo bene verso di noi uomini, verso il nostro corpo, verso i nostri pensieri, e poi guardiamo un leone, o un gatto domestico, o una lucertola, e valutiamo la loro capacità di "pensare" li vediamo certamente a un livello inferiore di conoscenza globale, e nonostante la struttura fisica dell'uomo sia simile e quella degli altri mammiferi, ci si accorge che tutta questa nostra macchina biologica é anche la struttura portante di un processo interno chiamato pensiero, o "Io"...

Si può comunque cominciare a capire qualcosa di questo disegno alieno con Caino ed Abele: Geova amava il sangue. Forse lo scopo dell'esperimento era quello di produrre degli schiavi, degli "agenti", degli "enzimi" che avessero il compito di concentrare in "allevamenti" gli animali di cui si cibavano gli alieni, o altri scopi non pervenuti fino a noi, e la Terra fosse solo un posto di rifornimento viveri; ma probabilmente gli alieni avevano sulla terra anche altri interessi, per esempio miniere di elementi minerali a loro utili, (il boro?) e nel loro piano economico industriale avevano deciso (necessariamente) di approvvigionarsi "in loco" del cibo, modificando geneticamente alcune specie animali ed addestrando altre specie animali al loro allevamento, cosicché nella Bibbia abbiamo solo le scene dei pranzi, mentre le miniere erano altrove...

[E Abele fu pastore di pecore, ma Caino fu coltivatore della terra. Dopo un certo tempo, Caino portava frutti della terra come offerta a Geova. Ma in quanto ad Abele, anch'egli portò dei primogeniti del suo gregge, pure i loro pezzi grassi. Or mentre Geova guardava con favore ad Abele ed alla sua offerta, non guardò con alcun favore a Caino e alla sua offerta] [GEN 4:3].

Mosé non specifica nulla del perché Abele abbia sacrificato, abbia cioè ucciso una pecora del suo gregge e l'abbia bruciata come offerta a Geova. Anzi, stante la Bibbia, fino a Noè gli uomini non mangiavano carne, la figura di Abele e del suo gregge é allora del tutto simbolica e Mosé intendeva con questa immagine rinforzare l'idea del sacrificio animale a Geova, idea che viene intensificata più avanti nella Bibbia costituendo, questo sacrificio degli animali, il fulcro centrale del culto di Geova. Geova non prese come "popolo eletto" l'Egitto contadino e progredito; fece suo, invece, un popolo di pastori nomadi che potevano fornire materia prima in quantità, cioè animali da sacrificare. E ne furono sacrificati grandi quantità, milioni e milioni di capi: pecore, montoni, tori...
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:29

I Patriarchi:

La Bibbia continua quindi con il famoso elenco dei patriarchi estrememente longevi: Adamo, Set, Enos, Chenan, Maalalel, Iared, Enoc, Metusela, Lamec, Noè. Entro un centinaio di anni dalla nascita i patriarchi generavano i figli primogeniti, e poi continuavano a vivere altri sei-ottocento anni, cioè fino oltre all'ottava generazione di pronipoti...

"Adamo aveva centotrenta anni quando genero a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamo Set. Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e genero figli e figlie. L'intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.

Set aveva centocinque anni quando genero Enos; dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e genero figli e figlie. L'intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì." [GEN 5:3,8].

Notate che Set fu generato ad immagine e somiglianza di suo padre Adamo, come permette oggi di fare la clonazione. L'elenco continua, con la stessa formula, cioè l'età alla quale il patriarca generò il primo figlio, gli anni complessivi di vita e il "morì" finale, per quasi tutti i patriarchi, fino a Lamec, padre di Noè, e poi anche per Noè stesso. L'unica variante rispetto a questa formula ripetitiva é rappresentata da Enoc:

[Ed Enoc visse ancora sessantacinque anni. Quindi generò Metusela. E dopo aver generato Metusela, Enoc continuò a camminare col [vero] Dio per trecento anni. Nel frattempo generò figli e figlie. Tutti i giorni di Enoc ammontarono dunque a trecentosessantacinque anni. Ed Enoc continuò a camminare col [vero] Dio. Quindi non fu più, poiché Dio lo prese.] [GEN 5:21,24].

Un vero e proprio rapimento? Si tenga presente che Adamo, Set, Enos, Chenan, Maalalel, e Iared padre di Enoc, sarebbero stati ancora tutti in vita quando Enoc fu preso dal Dio. Forse il Dio di Enoc non era lo stesso Dio di Adamo, e forse gli "scienziati alieni" del giardino dell'Eden erano stati sostituiti con un nuovo equipaggio, tornato a controllare lo stato di avanzamento del loro progetto e magari prelevarne campioni da analizzare o modificare... La Bibbia copta (Etiopia) riporta un altro libro biblico, il "libro di Enoc". Esso racconta che Enoc, in un viaggio attraverso l'Universo, vede l'abitazione degli angeli e degli spiriti, il giardino dell'Eden e la Geenna (inferno) oltre al Sole e alla Luna. Secondo le indicazioni di un giuduce celeste gli sono descritte le rotte del Sole, della Luna e delle stelle, la caduta della pioggia e della rugiada, le stagioni e infine il calendario di 364 giorni e di 52 settimane. Tale libro non è stato inserito nella Bibbia della chiesa cattolica e protestante (forse perché troppo rivoluzionario o destabilizzante) mentre invece attribuiscono a Mosé il "Libro di Giobbe", ritenuto scritto addirittura nel 1473 a.c. L'Autore ritiene infondata questa attribuzione per il fatto che il contenuto del libro manca del tutto del contesto storico degli altri libri di Mosé, limitandosi ad essere la storia di un uomo, Giobbe, vittima di una questione dialettica, una "scommessa" tra Geova e Satana (Mosé non ha mai nominato Satana nella Torah) che volevano "provare" la fede di Giobbe in condizioni critiche e Satana, col permesso di Geova, cominciò con l'uccidergli le greggi, i servi, i figli, e piagando con pustole lo stesso Giobbe allo scopo di fargli pronunciare maledizioni verso Geova; non riuscendovi, Geova fa infine cessare questi sadici tormenti e Giobbe viene premiato con una vita lunga e prosperosa. Questa parabola didascalica viene ritenuta falsa dall'Autore che anzi vede in essa un ulteriore tentativo della Chiesa del passato di sostenere il suo potere inculcando la remissione e la passività nei cristiani.
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:31

I Nefilim:

[Or avvenne che quando gli uomini cominciarono a crescere di numero sulla superficie della Terra e nacquero loro delle figlie, i figli del [vero] Dio notavano che le figlie degli uomini erano di bell'aspetto; e si presero delle mogli, cioè tutte quelle che scelsero. Dopo ciò Geova disse: Il mio spirito non potrà agire verso l'uomo indefinitamente, in quanto egli é anche carne. Pertanto i suoi giorni dovranno ammontare a centoventi anni. I Nefilim mostrarono d'essere sulla Terra in quei giorni, e anche dopo, quando i figli del [vero] Dio continuarono ad avere relazione con le figlie degli uomini, ed esse partorirono loro dei figli: essi furono i potenti dell'antichità, gli uomini famosi]. [GEN 6:1].

Come si afferma in questo passo biblico, probabilmente sfuggito ai teologi "censori" che non sapendo interpretarlo lo lasciarono pensando che "tutto fa brodo" ma che alla luce delle nuove conoscenze assume un significato nuovo ed inquietante, per lungo tempo i figli degli Dei si incrociarono con gli uomini, ed anche i giganti nibiriani, i Nefilim o discendenti di Anak facevano lo stesso. Sembra comunque che questi giganti fossero anche antropofagi, mangiassero cioè carne umana, dominassero sugli uomini "normali" ed esaurivano rapidamente le risorse delle regioni da loro abitate. Anche i miti greci riportano di questi giganti antropofagi, vedasi Polifemo che non disdegnò affatto di mangiare gli sventurati compagni di Ulisse, come descritto da Omero nell'Odissea. E questa antropofagia dei giganti, il loro esaurire le risorse, è considerata dai teologi la causa della corruzione degli uomini, quella che condusse al diluvio universale, dato che anche i discendenti dei giganti, fossero essi più vicini agli uomini o agli Anunnachi, erano antropofagi.


Ultima modifica di POZZO il Sab 10 Mag 2008, 00:35, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:32

Il Diluvio Universale:

Arriviamo quindi a Noè ed al Diluvio Universale, un'altra grande catastrofe, dopo la cacciata dal giardino d'Eden, che colpì l'umanità:

"Noé aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra. Noé entro nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio...

...Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra; nell'anno seicentesimo della vita di Noé, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.

[...in quel giorno tutte le sorgenti delle vaste acque dell'abisso si ruppero e le cateratte dei cieli si aprirono]. Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti."[GEN 7:6,12]

Ho citato Noè e il diluvio anche per far notare l'espressione: "eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono", visibilmente in relazione con la creazione del cielo della Genesi:

[Dio disse: Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque. Dio fece il firmamento e separo le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamo il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno]. [Gen 1:6,10].

Forse le "acque di sopra" avevano una relazione con la longevità dei patriarchi? Cosa voleva dire Mosé (o meglio Geova) con queste acque "sopra il firmamento"? Alcuni studiosi hanno sostenuto una teoria "naturale" sulla longevità dei patriarchi; essi ritenevano che esistesse, anticamente, una diversa distribuzione delle acque e che la concentrazione di acqua nell'atmosfera fosse molto superiore a quella odierna, e che questo filtro acqueo rallentasse l'azione dei raggi cosmici, raggi che supponevano, anche se non é provato, responsabili della degradazione ed invecchiamento delle cellule viventi, più o meno lo stesso discorso moderno sull'ozono atmosferico. Venendo a mancare questo filtro, dopo il diluvio, che potrebbe essere collegato alla glaciazione preistorica (finita 13.000 anni fa) in cui vi furono estinzioni di massa, la vita animale, in generale, si sarebbe accorciata notevolmente. L'Autore condivide questa teoria, che spiegherebbe la longevità dei patriarchi, e che non é in contrasto con quella delle visite aliene, che spiegherebbe le religioni teiste. E potrebbe avere relazione con la insopportabile calura che il nuovo sole produsse ai superstiti del mito del Chilam Balam; e la radiazione solare, si sa, "cuoce" velocemente la materia biologica. Dopo il diluvio, l'umanità subì una improvvisa e drammatica mutazione, riducendo il proprio tempo di vita, e diventando carnivoro. E poi, chi disse a Mosé delle "acque di sopra"?

Anche Noè camminò in stretta relazione col [vero] Dio, anzi Geova stesso chiuse la porta dell'Arca dietro di lui. E con Noè vi fu il diluvio universale, l'uomo cominciò a mangiare carne, e quale carnivoro, diventò il terrore degli animali; Ma forse Geova si limitò a prendere atto di una situazione, poiché molte generazioni, appunto, si erano incrociate coi giganti carnivori.

"Dio benedisse Noé e i suoi figli e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove ed ha vita vi servirà di cibo: vi dò tutto questo, come già le verdi erbe. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello" [Gen 9:1].
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:32

La torre di Babele:

"Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra. Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo é l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono [gradualmente] di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra."

[Tutta la terra aveva però una sola lingua e le stesse parole... E Geova scendeva per vedere la città e la torre che gli uomini vi avevano edificate. Dopo ciò Geova disse: Ebbene, essi sono un solo popolo e per tutti loro c'é una sola lingua, e questo é ciò che cominciano a fare. Ora non c'é nulla che abbiano in mente di fare che sia irraggiungibile per loro. Suvvia! Scendiamo e confondiamo lì la loro lingua affinché non ascoltino l'uno la lingua dell'altro...]. [GEN 11:5,7].


Dato che gli uomini post-diluviani erano tutti discendenti di Noè, e la varietà genetica si era notevolmente ridotta a causa del diluvio, si può supporre un secondo intervento divino che ne facesse riprendere il processo di diversificazione, ricordo contenuto nel mito di Babele; ma c'è di più di questo: l'Autore confronta la traduzione cattolica della CEI:

"...questo é l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile..."

con quella della Watch Tower Bible:

[...questo é ciò che cominciano a fare. Ora non c'é nulla che abbiano in mente di fare che sia irraggiungibile per loro...].

La prima lascia intendere che il potere del loro operare é limitato alla costruzione della torre, mentre la seconda si riferisce a un più vasto potere di essere e di fare. Ed effettivamente la torre fu un'opera di alta "tecnologia": furono usati mattoni cotti sul fuoco invece di pietre, e bitume invece di calce o fango...

Nel racconto biblico non è chiaro il perché dell'accanimento di Geova contro la torre, né perché la sua "punizione" consistesse nel confondere la lingua degli uomini e nel disperderli su tutta la terra piuttosto che semplicemente sterminarli. In una versione del mito si accenna a Nimrod, un "potente cacciatore in opposizione a Geova" [GEN 10:8], "ed il principio del suo regno fu Babele ed Erec e Accad e Calne, nel paese di Seenar". Nimrod divenne un sovrano ambizioso ed arrogante che si mise in testa di sfidare Geova stesso per vendicare la morte dei suoi avi, lasciati annegare da Geova durante il diluvio universale. Nimrod decise di costruire la torre di Babele, superiore in altezza al monte Ararat e di costituire un esercito per combattere contro Dio, e la torre sarebbe servita per salvarsi se Geova avesse deciso di sommergere di nuovo il mondo con un altro diluvio. Ben presto la torre divenne altissima, e non era ancora finita quando Nimrod ordinò ai suoi arcieri di scagliare le proprie frecce verso il cielo dalla sommità della torre. Gli angeli di Dio raccolsero i dardi uno ad uno e per ingannare gli uomini lasciarono cadere delle gocce di sangue. Allora Dio ordinò ai suoi settanta angeli di confondere il loro linguaggio, in modo che parlassero settanta lingue diverse e li disperse su tutta la terra dove formarono le nazioni. Dio mandò i suoi settanta angeli a sorvegliare quelle nazioni e si riservò di badare egli stesso ai figli di Abramo, che continuarono a parlare la lingua ebraica. Nimrod però non morì, e continuò a regnare su Seenar e fondò molte città finché non fu ucciso da Esaù, figlio di Giacobbe, durante una battuta di caccia.

Ma abbiamo anche detto che la leggenda della torre di Babele si rifà a più antichi racconti epici sumeri e babilonesi, come l'epopea di Gilgamesh in cui si racconta di spaventose lotte tra dei terrestri ed extraterrestri (come descritto più dettagliatamente nei miti della valle dell'Indo), ognuno posto a protezione di una particolare città. Nei sigilli sumeri si racconta di un dio geloso ed irascibile che ad un certo momento mosse guerra a tutte le altre città utilizzando un'arma misteriosa, il "me". Grazie a quest'arma formidabile il dio poté annientare molte città, forse anche la torre di Babele, chiamata Etemenanki. Di quest'ultima, secondo un'altra leggenda sumera, si dice fosse stata "strappata dal terreno e distrutta" da un dio incollerito. Sempre secondo la stessa leggenda alcuni degli dei terrestri mossero guerra a quelli provenienti dalle stelle, tra cui il misterioso dio sumero Oannes, che si diceva indossasse "una pelle di pesce sopra quella di uomo" (forse una tuta?) che ogni mattina "sorgeva dal mare per insegnare agli uomini a costruire le case, a fondare i templi, a compilare le leggi, a comprendere la matematica e la geometria". Oannes, il primo di una serie di dei ribattezzati tutti Oannes, sosteneva di provenire da Sirio. Gli Dei terrestri ebbero la vittoria su quelli extraterrestri. Scomparsi questi ultimi, la terra cadde in un'era di violenza e barbarie (la confusione delle lingue, i sacrifici umani maya).

Infine, un'altra interpretazione potrebbe ricondurre l'episodio della torre di Babele al ricordo di un altro evento catastrofico, collegando l'episodio della torre di Babele a quello del Chilam Balam degli esseri troppo perfetti che vedevano tutto, e che furono "ridimensionati" dagli dei al loro ruolo di schiavi, e "dispersi per tutta la terra"...
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:33

Abramo:


Dopo Noè, altri patriarchi sempre meno longevi, e varie vicissitudini precedettero la nascita di Abramo. Abramo ebbe una giovinezza avventurosa:

"Venne una carestia nel paese e Abramo scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese.

Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente. Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei é sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te.

Appunto quando Abramo arrivo in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone. Per riguardo a lei, egli tratto bene Abramo, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli. Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abramo. Allora il faraone convoco Abramo e gli disse: Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? Perché hai detto: E' mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!. Poi il faraone lo affido ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi".

Un giorno però gli accadde un fatto strano:

"Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abramo, ed ecco un oscuro terrore lo assalì." [un profondo sonno cadde su Abramo, ed ecco, tenebre spaventosamente grandi cadevano su di lui]. "Allora il Signore disse ad Abramo: Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze. Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice. Alla quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo.

Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi (Abramo stava facendo un sacrificio animale a Dio)". Si tenga presente che questa storia è stata scritta da Mosè, sotto la guida di Geova, durante la marcia nel deserto...

Forse Abramo era stato paralizzato o narcotizzato e sottoposto ad un qualche tipo di intervento chirurgico da parte delle entità, poiché anche la discendenza generata con Agar, la schiava egizia con la quale Abramo ebbe rapporti era stata messa sotto protezione dalle entità:

"Sarai, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sarai disse ad Abramo: Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli. Abramo ascoltò la voce di Sarai. Così, al termine di dieci anni da quando Abramo abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abramo, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abramo, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. Allora Sarai disse ad Abramo: L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si é accorta d'essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!. Abramo disse a Sarai: Ecco, la tua schiava é in tuo potere: falle ciò che ti pare. Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò. La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, e le disse: Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?. Rispose: Vado lontano dalla mia padrona Sarai. Le disse l'angelo del Signore: Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa. Le disse ancora l'angelo del Signore: Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine".

Abramo aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.

"Quando Abramo ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro. Subito Abramo si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: la mia alleanza é con te e sarai padre di una moltitudine di popoli. Non ti chiamerai più Abramo ma ti chiamerai Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò. E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re. Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio. Disse Dio ad Abramo: Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. Questa é la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio".

In questo caso, la circoncisione rappresenta il ricordo dell'intervento alieno, cioè dell'impianto od intervento che le entità eseguirono su Abramo, forse proprio sul suo apparato riproduttivo.

"Dio aggiunse ad Abramo: Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei.

Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?. Abramo disse a Dio: Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!. E Dio disse: No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui". "
Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché é ben per questo che voi siete passati dal vostro servo. Quelli dissero: Fà pure come hai detto. Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce. All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.

Poi gli dissero: Dov'é Sara, tua moglie?. Rispose: E' là nella tenda. Il Signore riprese: Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio. Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. Allora Sara rise dentro di sé e disse: Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore é vecchio!. Ma il Signore disse ad Abramo: Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? C'é forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio. Allora Sara negò: Non ho riso!, perché aveva paura; ma quegli disse: Sì, hai proprio riso."

[GEN 18:1,15]


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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:33

Sodoma e Gomorra

[Poi gli uomini si levarono di là e guardarono in giù verso Sodoma, e Abramo camminava con loro per scortarli. E Geova disse: "Tengo coperto io ad Abramo ciò che sto per fare? Ebbene, Abramo diverrà sicuramente una nazione grande e potente, e tutte le nazioni della terra dovranno benedirsi per mezzo di lui. Poiché io l'ho conosciuto, onde egli comandi ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui, così che si attengano alla via di Geova per praticare giustizia e giudizio; onde Geova rechi per certo su Abramo ciò che ha proferito intorno a lui".

Di conseguenza Geova disse: "Il grido di lamento circa Sodoma e Gomorra, si, è alto, e il loro peccato, si, è molto grave. Io ho deciso di scendere a vedere se agiscono del tutto secondo il grido che me n'è giunto, e, se no, lo potrò sapere. A questo punto gli uomini partirono di là e si misero in cammino verso Sodoma; ma in quanto a Geova, stava ancora davanti ad Abramo. Quindi Abramo si accostò e diceva: "Realmente spazzerai tu via il giusto col malvagio? Supponi che ci siano cinquanta giusti nel mezzo della città. Li spazzerai dunque via e non perdonerai al luogo per amore dei cinquanta giusti che sono dentro di essa? E' impensabile, da parte tua che tu agisca in questa maniera per mettere a morte il giusto col malvagio così che debba avvenire al giusto come al malvagio! Non farà il Giudice di tutta la terra ciò che è giusto?". Quindi Geova disse: "Se troverò cinquanta giusti nel mezzo della città di sicuro perdonerò a tutto il luogo a motivo d'essi". Ma Abramo continuò a rispondere, dicendo: "Ti prego, ecco, mi sono assunto l'impegno di parlare a Geova mentre son polvere e cenere. Supponi che ai cinquanta giusti ne manchino cinque. Ridurrai in rovina tutta la città per i cinque?". A ciò egli disse: "Non la ridurrò in rovina se ve ne troverò quarantacinque".

Ma di nuovo riprese a parlargli, dicendo: "Supponi che lì se ne trovino quaranta". A sua volta disse: "Non lo farò a motivo dei quaranta". Ma egli proseguì: "Ti prego, Geova non s'accenda d'ira, e io continuerò a parlare: Supponi che lì se ne trovino trenta". A sua volta disse: "Non lo farò se ve ne troverò trenta". Ma egli continuò: "Ti prego, ecco, mi sono assunto l'impegno di parlare a Geova: supponi che lì se ne trovino venti". A sua volta disse: "Non la ridurrò in rovina a motivo dei venti". Infine egli disse: "Ti prego, Geova non s'accenda d'ira, ma lasciami parlare solo questa volta: Supponi che lì se ne trovino dieci". A sua volta disse: "Non la ridurrò in rovina a motivo dei dieci". Quindi Geova se ne andò quando ebbe finito di parlare ad Abramo, e Abramo se ne tornò al suo luogo.

Ora i due angeli arrivarono a Sodoma di sera, e Lot sedeva alla porta di Sodoma. Quando Lot li scorse, si levò per andare loro incontro e s'inchinò con la faccia a terra. E diceva: "Vi prego, ora, signori miei, volgetevi, vi prego, alla casa del vostro servitore e passate la notte e vi si lavino i piedi. Quindi dovrete alzarvi di buon'ora e riprendere il vostro viaggio". A ciò essi dissero: "No, ma passeremo la notte nella pubblica piazza". Ma egli fu molto insistente con loro, tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Quindi egli fece per loro un convito, e cosse pani non fermentati, ed essi mangiarono.

Prima che si coricassero, gli uomini della città, gli uomini di Sodoma, accerchiarono la casa, dai ragazzi ai vecchi, tutto il popolo in una turba. E chiamavano Lot e gli dicevano: "Dove sono gli uomini che son venuti da te questa notte? Portaceli fuori affinché abbiamo rapporti con loro".

Infine Lot uscì verso di loro all'ingresso, ma chiuse la porta dietro di sé. Quindi disse: "Vi prego, fratelli miei, non agite malvagiamente. Vi prego, ecco, ho due figlie che non hanno mai avuto rapporti con un uomo. Vi prego, lasciate che ve le porti fuori. Quindi fate a loro ciò che è bene ai vostri occhi. Solo non fate alcuna cosa a questi uomini, perché per questo sono venuti all'ombra del mio tetto". A ciò essi dissero: "Fatti indietro!" E aggiunsero: "Quest'uomo solitario venne qui per risiedervi come forestiero eppure farebbe effettivamente il giudice. Ora faremo a te peggio che a loro". E vennero, premendo gravemente sull'uomo, su Lot, e si accostavano per rompere la porta. Gli uomini (gli angeli) stesero dunque le mani, e trassero a sé Lot, nella casa, e chiusero la porta. Ma colpirono di cecità gli uomini che erano all'ingresso della casa, dal più piccolo al più grande, così che si stancavano cercando di trovare l'ingresso.

Quindi gli uomini dissero a Lot: "Hai qualcun altro qui? Fa uscire dal luogo i generi e i tuoi figli e le tue figlie e tutti quelli che son tuoi nella città! Poiché ridurremo questo luogo in rovina, perché il grido contro di loro è divenuto alto dinanzi a Geova, tanto che Geova ci ha mandati a ridurre la città in rovina". Allora Lot uscì e parlava ai suoi generi che dovevano prendere le sue figlie, e diceva: "Levatevi! Uscite da questo luogo, perché Geova ridurrà la città in rovina!" Ma agli occhi dei suoi generi sembrò come un uomo che scherzasse. Comunque, quando ascese l'aurora, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: "Levati! Prendi tua moglie e le tue figlie che si trovano qui, affinché tu non sia spazzato via nell'errore della città!" Quando egli s'indugiava, nella compassione di Geova verso di lui, gli uomini afferrarono la sua mano e la mano di sua moglie e le mani delle sue figlie e lo facevano uscire e lo mettevano fuori della città. E avvenne che appena li ebbero condotti alla periferia, diceva: "Scampa per la tua anima! Non guardare indietro e non ti fermare in tutto il Distretto! Scampa alla regione montagnosa affinché tu non sia spazzato via!"

Quindi Lot disse loro: "Non quella, ti prego, Geova! Ti prego, ora, il tuo servitore ha trovato favore ai tuoi occhi così che tu magnifichi la tua amorevole benignità che hai esercitata verso di me per conservare in vita la mia anima ma io, io non posso scampare alla regione montagnosa onde la calamità non mi si avvicini e io per certo muoia. Ti prego, ora, questa città è vicina per fuggirvi ed è una piccola cosa. Ti prego, che io scampi lì - non è una piccola cosa? - e la mia anima vivrà ancora. Egli dunque gli disse: "Ecco, in effetti ti mostro considerazione anche fino a questo punto, non rovesciando la città della quale hai parlato. Affrettati! Scampa lì, perché non posso fare alcuna cosa finché tu non vi arrivi!" Perciò diede alla città il nome di Zoar.

Il sole si era levato sul paese quando Lot arrivò a Zoar. Quindi Geova fece piovere zolfo e fuoco da Geova, dai cieli, su Sodoma e Gomorra. Egli rovesciò dunque queste città, pure l'intero Distretto e tutti gli abitanti delle città e le piante della terra. E sua moglie di dietro a lui guardava intorno, ed ella divenne una colonna di sale.]

[GEN 18:16, 19:26] Trad. Tower Bible.

Anche gli antichi rotoli di Qumran, scoperti nel 1947 nel Mar Morto, citano della distruzione di Sodoma e Gomorra, che insieme a Seboim, Adama e Segor, facevano parte della cosidetta "pentapoli biblica", ed erano situate nella fertile valle di Siddim, a sud del Mar Morto.

L'Autore sospetta, nei passi riguardanti Sodoma e Gomorra delle bibbie "ufficiali", la falsificazione del testo. Pur essendo l'episodio immediatamente seguente all'incontro alle querce di Mamre, lo stile della narrazione è profondamente diverso. Troppe volte vi sono riportate le parole "ti prego", e i dialoghi suonano fuori stile, e l'enfatico patteggiamento sulle cinquanta o quaranta o dieci persone giuste sanno di medioevo e di inquisizione. Probabilmente, in origine la narrazione era molto più scarna ed essenziale, ma nonostante il rimaneggiamento vi si intravedono i seguenti dettagli: gli Angeli erano simili agli uomini, tuttavia qualcosa li rendeva immediatamente riconoscibili: Abramo li riconobbe subito come angeli, e anche Lot li riconobbe subito, ed anche gli abitanti di Sodoma notarono qualcosa di strano in loro (di solito non si sodomizzano degli stranieri sconosciuti ed anonimi, infatti Lot non sembrava avesse subito questa "iniziazione", né sua moglie o le sue figlie; gli angeli avevano perciò, agli occhi dei sodomiti, un qualcosa di inquietante che scatenò in loro la caccia agli stranieri). In secondo luogo, l'arma usata dagli angeli per difendersi, che rese "ciechi" gli assalitori è proprio roba da fantascienza, come vedremo.

[Quindi Geova fece piovere zolfo e fuoco da Geova, dai cieli, su Sodoma e Gomorra. Egli rovesciò dunque queste città, pure l'intero Distretto e tutti gli abitanti delle città e le piante della terra].

E' strana la ripetizione del nome di Geova in questa frase come se il Geova che decide la pioggia di fuoco fosse qualcosa di diverso dal Geova che effettivamente, dal cielo, fa piovere il fuoco. Ma forse non piovve fuoco e zolfo, se andiamo a vedere cosa accadde alla moglie di Lot: "E sua moglie di dietro a lui guardava intorno, ed ella divenne una colonna di sale". Probabilmente il Geova che era rimasto in cielo possedeva un calibro pesante dello stesso tipo di arma che avevano gli angeli nella città, più raffinata della bomba nucleare che si immagina in questo caso. Queste affermazioni dell'Autore sono supportate da un documento uscito dagli archivi del KGB russo che qui sintetizza: un UFO atterrato in Russia negli anni '70 era stato circondato da una squadra di militari. Ad un certo punto dall'UFO uscì un'entità umanoide che teneva in mano una sfera e si diresse verso i soldati. Quando l'essere fu vicino, qualcuno dei soldati perse la testa e sparò un colpo col fucile. La sfera in mano all'essere emise un lampo di luce che uccise i soldati, tranne due che si trovavano in ombra dietro a degli alberi rispetto al lampo di luce. L'essere tornò quindi sulla nave e si dileguò. In seguito si scoprì che il lampo aveva trasformato il carbonio della materia vivente (gli strati superficiali di uomini e alberi) in calcio inorganico: erano stati trasformati in statue di gesso...


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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 00:34

La discendenza di Abramo:

"Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato. Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco. Allora Sara disse: Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!. Poi disse: Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!".

Da questi passi risulta come una gravidanza a cento anni fosse ormai proprio una cosa fuori dal comune...

Isacco aveva quarant'anni quando prese in moglie Rebecca dalla quale nacque Giacobbe. E Giacobbe sposò Lea e Rachele. La storia, molto complessa, continua con le rivalità tra Lea e Rachele, e tra il loro padre Labano l'assiro e Giacobbe. Giacobbe ebbe quindi dodici figli da queste mogli, le future dodici tribù di Israele, il più famoso dei quali, Giuseppe, fu venduto come schiavo a mercanti egiziani dai suoi fratelli invidiosi, e in Egitto fece fortuna interpretando il sogno del Faraone dei sette anni di vacche grasse e sette anni di vacche magre, acquistando un grande potere e salvando i suoi fratelli e il suo vecchio padre Isacco dalla carestia, facendoli stabilire in Egitto dove prosperarono e si moltiplicarono, fino alla morte di Giuseppe e del Faraone.
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 13:24

già faccio fatica a leggere ma se poi scrivi in nero affraid
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 14:20

Pozzo ringraziami!!

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Fanto ha scritto:
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Sab 10 Mag 2008, 17:57

l'avrei fatto io ma mi hai preceduto, grazie..
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Lun 19 Mag 2008, 16:00

nessuno mi ha ancora detto niente sul testo che ho riportato sopra...
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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Lun 19 Mag 2008, 18:24

è troppo lungo...io ancora nn l'ho letto tutto! =)

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Fanto ha scritto:
Piuttosto mi tiro una sega nel cesso delle indie

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MessaggioTitolo: Re: interpretazione interessante...   Lun 19 Mag 2008, 18:58

bucce
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